Punti di interesse

Rocchetta Mattei 2

Rocchetta Mattei

Lo storico ed affascinante castello è stato edificato nel 1850 dal Conte Cesare Mattei sulle rovine di un antico maniero risalente al 1200. Il Conte Mattei era un letterato e politico, ma divenne soprattutto noto per i suoi studi nell’ambito della disciplina dell’Elettromeopatia, una scienza mutuata dai principi dell’omeopatia, che ebbe un grande successo su scala mondiale richiamando al castello uomini e donne di tutti i ceti.
Durante la sua vita il Conte modificò più volte la struttura dell’edificio rendendola un intreccio labirintico di torri, scalette e camere dai variopinti stili, dal medievale al moresco. Attorno al castello, il Conte edificò una serie di villini climatici dove far risiedere i pazienti. Grazie all’accordo tra la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e il Comune di Grizzana Morandi, e con la preziosa collaborazione delle Associazioni locali, la Rocchetta Mattei ha riaperto al pubblico il 9 agosto 2015.

Link: http://www.rocchettamattei-riola.it/


montovolo e vigese 5

Montovolo

Montòvolo (962 m.) è una montagna dell’Appennino bolognese, facente parte dello stesso complesso montuoso del monte Vigese. Questa montagna da tempi antichissimi è sempre stata considerata sacra. Essa era infatti meta di pellegrinaggi spirituali sin da quando era chiamata Monte Palense, nome proveniente dal culto della Dea Pale. Gli Etruschi la consideravano un importante centro oracolare, alla stregua di Delfi per la civiltà Greca, come sostenuto dal libro del Prof. Graziano Baccolini, che fa precisi riferimenti ai simboli dell’antichissimo lunotto posto sopra la porta di entrata. Era così fondamentale per la civiltà Etrusca che questo luogo fu anche soprannominato “l’Ombelico del Mondo” e il suo nome, Montovolo, pare significhi Monte Uovo, in riferimento all’usanza di porre sulle tombe Etrusche delle uova di pietra a simboleggiare la rinascita dello spirito dopo la morte terrena. Anche per la religione Cattolica Montovolo ha una posizione di grande importanza, tanto da essere chiamato il Sinai Bolognese. Da quando infatti nel periodo delle crociate Gerusalemme fu conquistata dai Mussulmani, Bologna divenne una sorta di metafora geografica della Terra Santa, con il complesso delle 7 chiese di Santo Stefano nella città di Bologna a simboleggiare il Santo Sepolcro, San Giovanni in Monte che si trova su un cocuzzolo non lontano dalla basilica a simboleggiare il Golgota dove fu crocifisso Gesù e Montovolo a simboleggiare il Monte Sinai. Ancora oggi, Montovolo è la meta per chi ricerca non solo un luogo di grande bellezza naturale, ma anche un posto speciale dove meditare e ricercare un profondo contatto con se stessi e con Dio, qualunque sia il credo che ognuno si porta dentro di se.

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Montovolo


Borgo La Scola 1

Borgo La Scola

Il borgo La Scola è un “borgo magico” che resiste miracolosamente al tempo. Già nel ‘200 sembra che fosse abitato, ma solo negli estimi del 1375 se ne parla e si nominano le famiglie che lo abitavano. La radice del nome Scola per alcuni proviene dal termine tedesco Skult, che significa posto di guardia dei Longobardi di Pistoia che nel VI secolo tentarono di entrare nell’Esarcato che qui aveva fortificato i propri confini. Per altri il toponimo è di origine greca ed ha un significato molto simile a quello tedesco: vedetta. L’identità di La Scola risulta quindi radicata come luogo militare e infatti di qui passava, come dice il Palmieri nella sua “Montagna bolognese nel medioevo” del 1929 , il limes che divideva l’Esarcato dalla Longobardia pistoiese. L’immagine di Scola che sopravvive oggi si è formata tra il 1300 e il 1500 in un momento di espansione e di sviluppo economico agrario, quando gli abitanti del contado si impossessarono delle terre di monasteri e di nobili che rientravano in città. Una rinnovata piccola proprietà fondiaria diede vita al sorgere di una edilizia che ebbe gli artefici nei Maestri Comacini che qui, come in tante altre parti d’Italia tra il ‘300 e il ‘500, lavorarono in gran numero: le vecchie torri si trasformarono in abitazioni civili e così case, fienili, essiccatoi si allargarono anche oltre le mura di difesa. Tanti sono i segni di quel tempo che ancora rimangono a tramandare la vita dei secoli passati.

Link: http://lascola.it/


Molino del Rosso

Molino del Rosso

Mulino ad acqua del 1870 situato in via dei mulini 8, località Lagaro, del comune di Castiglione dei Pepoli (BO). Gestito dalla famiglia Stefanelli, mugnai da 5 generazioni, è attualmente di proprietà dell’azienda agricola Stefanelli – Borgognoni e macina castagne, orzo, granoturco e grano. E’ citato nel libro: “Le ruote del pane”.


Grotte di Labante

Grotte di Labante

Nel tratto del Cammino di Montovolo che si avvicina a Castel d’Aiano c’è una cascata insolita che scorre tra le rocce conosciuta come le Grotte di Labante. Da millenni l’acqua scorre su un alto palco di pietra che sembra un antico acquedotto e si getta da un becco sospeso nel vuoto, vaporizzandosi in una nuvola che al sole si colora di arcobaleni. Si tratta della più grande grotta primaria di travertini d’Italia e forse del mondo. Il travertino è una colata di calcare che ingloba piante, muschi e legni, facendolo sembrare un giardino pensile pietrificato. L’acqua trasporta calcite disciolta che col tempo, scorrendo tra le rocce, deposita minuscoli residui che si pietrificano creando lo spettacolo naturale visibile oggi. Le Grotte di Labante sono anche conosciute come antico luogo di culto.