Che cos’è

IL CAMMINO DI MONTOVOLO è un percorso che collega trasversalmente le diverse valli dell’Appennino Bolognese; la Valle del Sambro, del Setta, del Brasimone, del Limentra, fino a giungere alla Valle del Reno.

Nel suo tragitto da est a ovest, IL CAMMINO DI MONTOVOLO connette 2 importanti linee ferroviarie:

  • la Stazione ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro sulla Direttissima Bologna-Firenze;
  • la Stazione Ferroviaria di Riola di Vergato sulla Porrettana Bologna-Pistoia.

Inoltre, IL CAMMINO DI MONTOVOLO si interseca con 5 importanti realtà della sentieristica montana dell’Appennino Bolognese:

  • la Via degli Dei, uno dei più famosi sentieri d’Italia che attira ogni anno oltre 4.000 presenze di turisti camminatori;
  • la Linea Gotica, un itinerario che collega i luoghi cardine della linea del fronte nel 1944 nell’Appennino Bolognese durante la Seconda Guerra Mondiale;
  • la Piccola Cassia, un’antica via Romana che connetteva la capitale dell’Impero alla Pianura Padana;
  • La Via del Reno, un sentiero che da Casalecchio risale il fiume Reno fino alle sue sorgenti di Prunetta, in Toscana;
  • La Via della Seta, una pista ciclabile che collega il Mare Tirreno dalla città di Livorno, fino ad arrivare a Venezia sul Mare Adriatico.

Le principali emergenze turistiche storiche e naturalistiche toccate da IL CAMMINO DI MONTOVOLO sono le seguenti:

  • l’ancestrale montagna sacra di Montovolo, da millenni punto centrale di queste terre montane Bolognesi. Sin dalle popolazioni Villanoviane, questa montagna era il fulcro dei pellegrinaggi spirituali, diventando nell’epoca Etrusca un Centro Oracolare di grande importanza, tale da essere soprannominata “l’ombelico del mondo”. Anche in età più recente, la Chiesa Cattolica vide Montovolo come il Sinai Bolognese, alla stregua della Chiesa di Santo Stefano di Bologna che rappresentava invece il santo sepolcro di Gerusalemme.
  • la magica Rocchetta Mattei, il castello delle favole del Conte Mattei che con la recente apertura al pubblico, dopo gli importanti lavori di ristrutturazione, ha raccolto nel 2016 ben 50.000 visitatori, diventando a tutti gli effetti un’eccellenza nel settore del turismo regionale e nazionale;
  • l’antico Borgo La Scola, un piccolo tesoro di architettura medievale incastonato tra i pendii di Montovolo;
  • La Foresta del Farnè, un grande bosco di cerri e querce che ricopre l’intera valle a sud del Rio Vezzano, un suggestivo luogo per camminare immersi nella natura selvaggia.
  • Il Mulino del Rosso, con le sue macine a pietra è uno dei pochissimi mulini ancora funzionanti che hanno conservato l’antico metodo di macinazione;
  • Le Grotte di Labante, è la più grande grotta primaria nei travertini d’Italia e forse una delle più grandi del mondo.
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